Tema del solstizio 2017

 

Il solstizio d’estate 2017

a Pruno, Volegno e Cardoso

16 – 25 giugno 2017

1997 – 2017 venti anni di solstizio d’estate

“Dalla venerazione dei liguri alla sfida degli alpinisti”

La manifestazione come ogni anno comprende attività teatrali, spettacoli, musicali, convegni, laboratori e visite guidate.


1997-2017: venti anni di Solstizio d’Estate.  Che ha avuto inizio con l’intento di ripartire dopo la tragedia dell’alluvione del giugno 1996. Un’idea nata grazie soprattutto alla lettura di un libro speciale, ovvero “Apuane segrete” di Marco Lapi e Fiorenzo Ramacciotti; un libro davvero molto originale, denso di informazioni sulle albe e sui tramonti che caratterizzano il nostro comprensorio. E fu così che venne scoperta dagli abitanti della nostra vallata l’alba nella Pania Forata nel giorno più lungo dell’anno, ovvero il 21 giugno, data del solstizio d’estate. Ma che strano, che da Pruno e Volegno proprio in quel giorno di esplosione di luce e calore, si potesse ammirare un prodigio del genere. E strano o casuale davvero non lo è questo evento. Forse, duemila anni prima, qualche nostro antenato aveva ben pensato che il panorama offerto da Bèlen, il dio della luce, valesse la pena di posare qualche pietra sulle radure di Pruno e Volegno o di realizzare qualche incisione raffigurante pennati e chissà quale altro misterioso segno in tutta la vallata. Nel 1997 quindi più che di una scoperta dell’alba nel Forato avvenne una riscoperta di quell’evento così magico. Gli anni e i solstizi passano e giungiamo quindi a questo 2017. Sarà un’edizione speciale, dove verrà innanzitutto ricordato quanto fatto in questi anni dall’associazione I raggi di Bèlen, dagli spettacoli alle conferenze, dai balli intorno al falò di san Giovanni fino alle osservazioni degli astri, per poi soffermarci su un tema che ancora manca alla nostra rassegna, ovvero l’alpinismo sulle Alpi Apuane. Dedicheremo alcuni giorni del Solstizio alla conoscenza di chi ha fatto la storia dell’alpinismo apuano, con immagini e ospiti, per poi allargare la prospettiva alla montagna e alle sue peculiarità. Perché l’alpinismo? Perché innanzitutto alpinismo significa amore per i monti, ma non solo. L’alpinismo è anche fatica e resistenza, sensazioni imprescindibili per chi vive in montagna o per chi la frequenta, magari sfidando sé stesso nella prova della scalata. Una venerazione, quella degli alpinisti, a prima vista lontana, lontanissima da quella dei nostri antenati che vedevano nelle panie o nelle penne divinità, forza della natura e mistero. Certo, oggi dopo due millenni di religioni e filosofia, di  illuminismo e disincanto, gli dei sono caduti, ma non resta qualcosa di magico nell’idea di salire una montagna? Non esiste ancora oggi un’idea di culto della montagna in quanto tale?